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pin_red   Chiesa di San Francesco della Vigna

Oltrepassata la monumentale facciata disegnata da Andrea Palladio, ci troviamo dunque in una chiesa dalla classica pianta a croce latina,sulla cui unica e ampia navata si affacciano numerose cappelle, per le quali iniziava la “corsa” alla sottoscrizione già all’inizio dei lavori di ricostruzione, negli anni Trenta del Cinquecento. Nelle cappelle si trovavano monumenti funerari in memoria delle famiglie Bragadin, Badoer, Contarini e naturalmente Gritti,a cui per un periodo rimaneva intestata una cappella del presbiterio, con dipinti e sculture nate nelle botteghe dei migliori artisti attivi a Venezia nel XVI secolo. Nel transetto destro la cappella detta Morosini conserva una Madonna con Bambino in trono, unica opera certa del francescano Antonio da Negroponte. L’eleganza della tavola e la cura e complessità dei particolari che in essa convivono, rendono ancora più difficile comprendere, e accettare, come di questo pittore non siano note altre opere. La pala è da poco tornata al suo posto dopo un importante restauro che ha coinvolto molte parti della chiesa e i suoi arredi. Su una grande struttura marmorea, più simile a un palazzo che al classico trono su cui appaiono assise le Madonne del XV secolo, un insieme di citazioni dareperti archeologiciche emergevano negli stessi anni nei primi scavi dell’Italia settentrionale si intrecciano a intarsi di marmi antichi, intorno ai quali spiccano per colore e varietà numerose specie di uccelli ancor più varie famiglie di fiori,degne del più puro gotico fiorito. Maria, vestita di un elegante abito di damasco, adora il Bambino che giace allungato sulle sue gambe in questo angolo di paradiso in terra, protetto e privato. Un meraviglioso giardino del tardo gotico,al tramonto del tempo di questo stile, tanto importante nella storia di Venezia.