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La visita del complesso inizia di fronte al cosiddetto Ingresso da terra, costituito dallo splendido portale edificato nel 1460 ad imitazione di un arco trionfale romano e ritenuto la prima opera del Rinascimento a Venezia. La struttura oggi visibile è legata a successive modifiche e ampliamenti. In particolare si segnalano le vittorie alate sui pennacchi dell’arco centrale e l’iscrizione sull’architrave aggiunte in seguito alla vittoria sui Turchi a Lepanto nel 1571. Tra il 1692 e il 1694 il ponticello d’accesso fu trasformato, ad opera di Alessandro Tremignon, in una terrazza cinta da una cancellata con pilastri su cui si ergono otto statue allegoriche barocche: a destra Nettuno, Bellona, la Vigilanza e l’Abbondanza; a sinistra Marte, la Giustizia e altre due non ben identificabili. I grandi battenti in rame del portale, che raffigurano a sbalzo dei trofei d’armi, furono realizzati nel 1694 per commemorare le gesta di Francesco Morosini, tra cui la conquista della Morea. All’illustre personaggio rimandano anche i due colossali leoni marmorei, preda di guerra del Morosini stesso, posti nel 1692 ai lati della cancellata. Quello di sinistra, accosciato, proveniva dal porto del Pireo. Sul suo petto, sul dorso e sui fianchi sono visibili due iscrizioni in caratteri runici incise da Veringi, mercenari scandinavi al soldo di Costantinopoli, che ricordano di aver domato ad Atene nel 1040 una ribellione contro le tasse. Quello di destra, sdraiato, proveniva dalla strada tra Atene ed Eleusi. A destra di quest’ultimo vi sono altri due leoni più piccoli. Tra questi quello accosciato proveniva dall’isola di Delo ed è probabilmente un originale greco di VI secolo a.C., ad eccezione della testa che è posteriore.
Da una nicchia nel muro a destra del portale occhieggia un busto bronzeo di Dante, per ricordare che il sommo poeta parlò dell’arsenale nel XXI canto dell’Inferno.

A destra dell’Ingresso da terra si apre l’Ingresso acqueo, attraverso il quale transitavano le navi che da S. Marco, per le vie d’acqua interne alla città, giungevano all’Arsenale. Sin dalle origini era fiancheggiato da torri. Quelle attuali risalgono al 1686, quando il rio dell’Arsenale fu allargato per consentire il passaggio delle navi a vele quadre.